Molecole di speranza nasce una sera in cui mi sentivo schiacciata. Nasce senza un vero fine, se non quello di permettermi di essere. Avevo bisogno, come sempre ormai da qualche anno, di esprimermi in maniera chiara e forte. La creatività mi è sempre appartenuta. Da piccola leggevo molto, ho imparato ad ascoltarmi e ad inventare storie lasciando correre la memoria e l’immaginazione. I personaggi prendevano forma e le parole si accumulavano una dietro l’altra su un vecchio pc aziendale di mio padre. Un bel giorno mi alzai dal letto decisa a stampare il mio libro. Ora non lo ritrovo più. Lo avevo lasciato sul fondo di un cassetto, dentro ad una cartellina verde smeraldo. Un po’ come tutto quello che lasci depositare dentro di te, che pensi addirittura di dimenticare e all’improvviso si fa spazio prepotentemente e devi farci i conti. Per questo sono abbastanza sicura che quando un giorno andrò a svuotare quel cassetto, in mezzo ai documenti accumulati da anni, la cartellina verde farà capolino. Era una storia di amore. Declinato nelle sue varie forme. Era amore violento, ma mi ricordo di aver lasciato spazio anche ad un amore puro. Sì, perchè sono convinta che l’amore muove il mondo.

Sono molecole di speranza e caoscalmo in continua evoluzione. Sono ali e radici, certezza e dubbio, acqua e fuoco, blu e bianco, rumore e silenzio, sorrisi e lacrime, semplicità e complessità.
Sono soprattutto occhi. Sono soprattutto cuore. Emozioni. Profondità e abisso.
Sono quello che puoi vedere e tutto quello che bisogna scoprire.

Questo spazio è tutto mio. Arriva all’improvviso, senza mettermi a pensare che ogni progetto ha bisogno di tempo per essere coltivato ed io di tempo ne ho sempre poco. C’è dentro di tutto: foto, pensieri, parole, storie, disegni. Ci sono dentro io, con tutte le paure, tutta la mia bellezza, tutti i miei difetti, tutta la mia anima. Perchè per me nella vita è questione di un paio di cose: fasci di nervi e sangue, anima e impulsi, brividi e abissi, cuore e sogni, luci e molecole di speranza.

Ah si, anche occhi ridenti e bocche increspate di sorrisi.

Sara.

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